A29 Plus 20 Feb 2026

Agrisolare 2026: guida completa al bando PNRR dedicato alle aziende agricole

Il Bando Agrisolare 2026 rappresenta una delle opportunità di finanziamento più rilevanti per le aziende agricole italiane. Con una dotazione di 789 milioni di euro e contributi a fondo perduto fino all’80%, la misura sostiene l’installazione di impianti fotovoltaici su fabbricati agricoli, affiancando la transizione energetica del settore primario. Almeno il 40% delle risorse è riservato alle regioni del Mezzogiorno.

Cos'è il Bando Agrisolare 2026 e come funziona?

Il Bando Agrisolare 2026, formalmente denominato dal MASAF “Facility Parco Agrisolare” e finanziato con fondi PNRR, è una misura agevolativa che finanzia l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale.

Fotovoltaico per aziende

L’obiettivo principale è la transizione ecologica senza consumo di suolo: l’energia viene prodotta sfruttando superfici già edificate come stalle, magazzini, serre e capannoni, senza sottrarre terreno alle coltivazioni.

Il bando 2026 va oltre il semplice fotovoltaico. La misura incentiva anche interventi complementari che migliorano l’isolamento termico dei fabbricati, la rimozione dell’amianto e l’installazione di sistemi di accumulo, permettendo una riqualificazione energetica completa con un unico intervento coordinato.

Quali aziende agricole possono accedere al bando?

La platea dei beneficiari è ampia e copre quasi tutto il mondo rurale e della trasformazione. Possono presentare domanda:

  • Imprenditori agricoli, sia in forma individuale che societaria
  • Imprese agroindustriali che trasformano prodotti agricoli (caseifici, frantoi, cantine)
  • Cooperative agricole e loro consorzi
  • Soggetti costituiti in forma aggregata (ATI, RTI e Comunità Energetiche Rinnovabili)

L’importante è che i fabbricati su cui si installano gli impianti siano effettivamente strumentali all’attività agricola o agroindustriale.

Quali sono le spese ammissibili e i massimali del bando Agrisolare 2026?

Il bando è particolarmente generoso, con contributi a fondo perduto che possono raggiungere l’80% della spesa sostenuta. Tra gli interventi finanziabili:

  • Impianti fotovoltaici di potenza tra 6 kWp e 1.000 kWp
  • Sistemi di accumulo: batterie per stoccare l’energia prodotta
  • Colonnine di ricarica elettrica: per la mobilità sostenibile e le macchine agricole
  • Interventi complementari: rimozione amianto, rifacimento tetto con isolamento termico, sistemi di aerazione

Per aziende che operano in più settori, il contributo viene calcolato in proporzione. Aziende specializzate come A29 offrono consulenza per ottimizzare la richiesta in base alle caratteristiche specifiche dell’impresa.

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Quali sono le tempistiche del bando e come presentare la domanda?

Al momento in cui pubblichiamo questo articolo, il bando non è ancora ufficialmente pubblicato: bisogna attendere l’emanazione del relativo avviso da parte del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che fisserà i termini di presentazione delle domande.

Tuttavia, questo è il momento ideale per prepararsi. Le aziende interessate possono già:

  • Verificare i requisiti di ammissibilità dei propri fabbricati
  • Effettuare sopralluoghi tecnici preliminari
  • Dimensionare correttamente l’impianto in base al fabbisogno energetico
  • Raccogliere la documentazione amministrativa necessaria

Sulla base delle precedenti edizioni, la procedura prevederà: registrazione al portale GSE, compilazione della domanda online con caricamento documentazione, invio entro i termini, valutazione e graduatorie, realizzazione dell’intervento entro 18-24 mesi, rendicontazione ed erogazione del contributo.

Affidarsi a operatori specializzati come A29 permette di arrivare preparati all’apertura dello sportello, con progetto e documentazione già ottimizzati per massimizzare il punteggio in graduatoria e le possibilità di ottenere il contributo.

Il Bando Agrisolare 2026 rappresenta un’opportunità concreta per modernizzare le aziende agricole riducendo al contempo i costi energetici. L’importante è farsi trovare pronti quando lo sportello aprirà.

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